Cambiare casa è sempre un momento emozionante, ma porta con sé una discreta dose di stress e burocrazia. Tra scatoloni da riempire e mobili da montare, una delle primissime cose da fare è assicurarsi che ci sia il riscaldamento e l'acqua calda per farsi una doccia rigenerante. Ma cosa succede se, una volta entrati, scoprite che il contatore del gas è chiuso? Niente panico: oggi vediamo insieme come gestire il subentro e la voltura in modo rapido e semplice, evitando i classici mal di testa da trasloco.
Subentro o voltura? Facciamo chiarezza una volta per tutte
Spesso nel linguaggio comune si fa un po' di confusione tra questi due termini, ma in realtà la differenza è netta e influisce direttamente sui tempi e sui costi della vostra operazione. Vediamoli nel dettaglio, senza usare noiosi tecnicismi legali.
Il subentro si richiede quando il contatore è fisicamente spento e sigillato. In questo caso il vecchio inquilino ha disdetto il suo contratto e ha chiuso l'utenza prima di andare via. Per riattivare il servizio dovrete scegliere un nuovo fornitore, sottoscrivere un'offerta e attendere l'intervento del tecnico. Questa procedura richiede solitamente circa 10-12 giorni lavorativi e ha un costo medio di circa 50 euro.
La voltura, al contrario, si fa quando il gas è ancora attivo e funzionante. Qui non c'è nessuna interruzione del servizio: dovete semplicemente cambiare il nome dell'intestatario sulle bollette correnti per intestarle a voi. È un'operazione molto più rapida perché avviene tutto a livello amministrativo, senza bisogno di un tecnico a casa.
Cosa fare se il vecchio inquilino della casa non ha pagato le bollette
Arrivare nella nuova casa dei sogni e scoprire che il contatore del gas è stato piombato a causa dei debiti del precedente inquilino è un vero incubo. Molti proprietari e affittuari temono di dover saldare cifre importanti di tasca propria pur di riavere il gas. Ma c'è una splendida notizia: non dovete pagare i debiti degli altri.
Se siete del tutto estranei alla vecchia gestione morosa, la legge vi tutela. Potete infatti richiedere il cosiddetto subentro o voltura per estraneità al debito. Per sbloccare la situazione vi basterà seguire questi semplici passaggi:
- Individuate il fornitore che ha deciso il distacco del contatore per avviare la pratica con lui.
- Compilate l'apposito modulo di dichiarazione di estraneità che vi verrà fornito.
- Inviate una copia del vostro nuovo contratto di locazione regolarmente registrato per dimostrare che non avete alcun legame di parentela o affari con il vecchio debitore.
Grazie a questa documentazione, il fornitore sarà costretto a riaprire la linea a vostro nome senza pretendere il pagamento delle vecchie bollette insolute.
I documenti da tenere pronti per non perdere tempo
La burocrazia italiana sa essere lenta, ma potete batterla sul tempo muovendovi in anticipo. Per fare in modo che la pratica di subentro o voltura non subisca ritardi, preparate un bel faldone con questi documenti fondamentali:
- I vostri dati personali, completi di codice fiscale e un documento d'identità valido.
- Il codice PDR, un codice numerico di 14 cifre che identifica la vostra utenza. Potete leggerlo direttamente sul display del vostro contatore o trovarlo sulle vecchie bollette.
- I dati catastali ufficiali dell'immobile in cui vi state trasferendo.
- Un documento che attesti il vostro diritto a occupare l'immobile, che nella maggior parte dei casi è rappresentato dal vostro contratto di affitto registrato.
Nota importante sulla sicurezza: se il contatore è rimasto fermo per molti mesi o è stato chiuso per una fuga di gas, il distributore vorrà accertarsi che l'impianto sia sicuro. In questo caso un idraulico abilitato dovrà controllare i tubi e rilasciare dei moduli specifici per la sicurezza. Questo passaggio ha un costo che varia solitamente tra i 47 e i 70 euro, ma la sicurezza in casa viene prima di tutto.
Tempistiche e rimborsi: i diritti che dovete conoscere
Nessuno di noi vuole rimanere al freddo o senza poter cucinare per settimane. Proprio per questo l'autorità di regolazione nazionale (ARERA) ha stabilito dei tempi standard molto rigidi per la riattivazione del servizio, così da proteggere i cittadini da inutili disagi. I gestori devono rispettare queste tempistiche per riaprire il flusso di gas.
Cosa succede se il distributore della vostra zona non rispetta i tempi previsti? Avete diritto a un indennizzo economico automatico. Questo rimborso non deve essere richiesto con raccomandate o reclami infiniti: vi verrà accreditato direttamente come uno sconto vero e proprio nella prima bolletta utile inviata dal vostro gestore.
Un contratto d'affitto regolare è il vostro scudo burocratico
Come avete visto, c'è un elemento ricorrente che fa da chiave di volta per tutte le vostre pratiche energetiche: il contratto di locazione regolarmente registrato. Senza questo documento ufficiale, non potrete procedere con la voltura per estraneità al debito e non potrete dimostrare al fornitore il vostro diritto di riattivare il contatore.
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